lunedì 27 febbraio 2017

Missione impossibile

Quella di dare voce alle associazioni impegnate su molti fronti, qui ad Aprilia, è stata una nobile iniziativa che a suo tempo venne chiamata "Salotti Culturali Apriliani", intitolati in un secondo momento al compianto Sindaco Domenico D'Alessio. Un'iniziativa patrocinata dal Comune di Aprilia, che oggi, quell'intitolazione, se l'è bella che scordata, Ma questa è un'altra storia. 
 Parliamo di come sono andate le cose: Il tutto è nato da un'idea personale di far entrare in contatto associazioni di varie tipologie, con lo scopo di creare una unica grande voce per la rinascita di un'identità cittadina, invero mai esistita, se non forse negli anni della ricostruzione. Oggi dispiace molto vedere che lo scopo non solo non è stato raggiunto, ma è stato ottenuto l'esatto contrario: la guerra delle associazioni. In pratica è stato sollevato un vespaio senza precedenti. Le Associazioni più importanti, in città, dopo essersi conosciute, in un primo tempo abbracciate e alla follia amate, oggi  si fanno la guerra, sparlano l'una dell'altra, gioiscono sulle mancate presenze di una, inveiscono volentieri sui successi dell'altra. In questo vicendevole rosicamento, Aprilia Cultura prende le distanze, dedicandosi a quello che veramente di culturale ancora esiste in questa città: il desiderio di risveglio della coscienza civile.
p.s: e se le cose fossero rimaste come una volta? Lo dico sempre io, che andare a toccare gli equilibri, in nome di un cambiamento che quasi sempre genera danni, non può funzionare. Era meglio quando si stava peggio? Bah, ai poster l'arsa guadenza.

venerdì 2 dicembre 2016

Cambio di rotta

Un tempo su questo blog si dava ampio spazio agli eventi musicali, teatrali, letterari. Spacciandoli per Cultura. Oggi tutto questo lo chiamerei mero "Passatempo", un modo come un altro per trascorrere ore più o meno gradevoli, solletico per il cuore. Non me ne vogliano gli attori di questi eventi, ma da qui a parlare di cultura, perdonatemi, ce ne passa. Se davvero vogliamo cambiarlo, questo mondo, dobbiamo fare breccia nel cuore delle coscienze, con una testa d'ariete, non con un concertino o con un libriccino. E' un'impresa forte, richiede spalle grandi, voglia di mettersi in gioco, e tanto coraggio. Non se ne vede in giro. Si osserva tanta gente che perde tempo sui social network a lanciare invettive contro il prossimo, ma nessuna iniziativa di forte impatto sociale. La cultura ha il colore rosso della passione. La cultura lascia il segno di ferite profonde, lascia senza fiato e senza voce. La cultura arriva ovunque, nei quartieri alti come nei bassifondi. Ha una voce talmente forte che è impossibile non sentirla. Dunque, non può esistere in un angusto Teatro, in un Aula Magna di una scuola, in un Auditorium. Quella è roba da ricchi. Roba che non ci appartiene.

mercoledì 7 settembre 2016

linciaggi mediatici

Obiettivo numero uno: social network. In questo momento facebook fornisce il polso della manipolazione mediatica, a favore di un numero sempre crescente di chi vorrebbe la sindachessa alla gogna. Le coscienze addormentate dei fruitori di fb, ormai del tutto incapaci di intendere e di volere, non hanno capito il meccanismo perverso di chi sta preparando il terreno per il dissenso popolare. E' chiaro come il sole, ma il popolino addormentato e drogato dal bombardamento mediatico, è quasi del tutto cotto a puntino. Lo spirito critico scomparirà definitivamente. Sempre che sia esistito.

lunedì 29 agosto 2016

Facebook disastro

A ogni catastrofe, a ogni evento luttuoso, a ogni accadimento , non sono i commenti dei male informati che producono costernazione, ma i commenti, comunque, che sono sempre inutili, perchè sono un pretesto per parlare delle proprie ideologie come fossero verità assoluta. Il silenzio si rende necessario in questi casi. come metro di civiltà. E quel che ancor di più sconcerta, è che l'inconsistenza dei post è direttamente proporzionale al grado d'istruzione.

martedì 9 agosto 2016

Finalmente un'iniziativa coraggiosa: No fuochi per San Michele

Si parla di coraggio quando si cerca di cambiare, a  rischio di grande impopolarità. I maggiorenti, le istituzioni, hanno da sempre cavalcato l'onda della popolarità, del consenso facile, del "piace al popolo,  e del "le tradizioni non si toccano". Se così fosse stato sin dalla notte dei tempi, oggi non avremmo scampo: tradizione era gettare i bambini gracili dalla rupe perchè inadatti all'arte della guerra. Tradizione era bruciare le donne in piazza tacciate di stregoneria, Tradizione era la circoncisione...Certo, il parallelismo è ardito, ma necessario per dimostrare la debolezza dei luoghi comuni (le tradizioni non si toccano), su cui si reggono i governi delle città. se poi sono città che gelosamente conservano mentalità retrive e cieche al cambiamento, ecco che Aprilia rientra con tutti gli onori nella categoria. Tutta questa lunga premessa per mettere in evidenza un'iniziativa nata sui social, destinata all'insuccesso, proprio perché intelligente e molto proiettata in avanti, e molto, molto coraggiosa. Gens Apriliana, un gruppo molto seguito che conta più di 3500 iscritti, propone l'abolizione dei fuochi in occasione della Festa Patronale di San Michele, e dirottamento di quella somma di denaro verso associazioni benefiche che si occupano di famiglie in gravi difficoltà. Il polverone e le polemiche che susciterà una tale iniziativa saranno enormi: la semplicità e l'ovvietà non appartengono a una cittadina che faticherà molto a uscire dal  provincialismo.
Roberta Angeloni

lunedì 18 luglio 2016

Ardea jazz: il trionfo della qualità

Senza istituzioni che abbiano fattivamente ed economicamente contribuito ( non c'è trippa per gatti), senza risorse cospicue, senza incentivi che alleviassero l'enorme fatica per mettere su una manifestazione che farà parlare di sé a lungo, l'Associazione Filarmonica Città di Ardea, grazie alla passione per la musica e per la gente, è riuscita miracolosamente a dar vita a una kermesse di tre giornate, nelle quali la protagonista assoluta è stata la musica jazz, un genere che erroneamente viene definito " per pochi", quando invece, grazie a un'intelligente e programmata selezione, il cielo e l'aria della città antica, si sono riempiti di note che  sono realmente arrivate al cuore di tutti. Gruppi di straordinari professionisti si sono alternati sul grande e piccolo palco, e le varie declinazioni del jazz, dagli standard degli anni quaranta al cool più futurista, hanno colpito e affondato il numerosissimo pubblico venuto da ogni parte per ascoltare, per conoscere, per commentare. A fare da cornice, le antichissime mura di pietra tufacea e lo spirito del buon Enea che ha sbaragliato Turno e ne sposò la promessa Lavinia, dando vita alla Gens Giulia. Che dire? Un augurio che questa rassegna veda di nuovo la luce il prossimo anno. Nulla da eccepire, era tutto perfetto, grazie al Direttore Artistico Raffaele Gaizo, al Presidente Patrizia Andreoli, e alla solerzia di tutti i musicisti della Filarmonica.
Roberta Angeloni

sabato 16 luglio 2016

Nessuno cambia

Mi fregio della libertà assoluta di espressione su questo blog, che un tempo esaltava le attività con un minimo di presunzione "culturale". Oggi la parola "cultura" è assai fraintesa.  Le viene attribuita una miriade di interpretazioni che per amore di brevità e per noia non intendo elencare.
Mi riservo di esprimere a tal riguardo un' opinione, nel prossimo futuro. Quel che mi preme sollecitare, è una sorta di induzione al risveglio di coscienze addormentate, per niente pronte alla lotta vera, quella che un tempo vedeva la gente di ogni colore scendere in strada, sporcarsi le mani e la faccia per un obiettivo concreto, salvifico. Oggi  nella sua solitudine la gente chatta, scrive sui social, esprime opinioni, insulta chi ha pensieri anche leggermente discordanti, manda volentieri "al diavolo" il prossimo, senza fare nomi ( il chattatore è anche codardo) E commenta.
 Commenta gli attacchi terroristici, la morte del personaggio illustre, la mala sanità, la raccolta differenziata. Oggi lo zelo di queste persone è encomiabile; quello di schiacciare le dita sulla tastiera. Lontana l'dea di alzare il nobile fondoschiena  per andare a bere un buon bicchiere di acqua purificatrice, perchè distratti e compresi ad aspettare le decine di "mi piace", fuoco alimentatore del loro senso di onnipotenza. Ecco, questa è l'espressione bieca di una categoria ben nutrita di soggetti fermi. L'immobilismo va d'accordo con l'attitudine alla polemica, sempre e comunque.E il fare è giustificato solo se  si è su un palco con i riflettori accesi su di sé. Si spenga fb, per una buona volta. E ci si armi di coscienza sociale.
r. angeloni